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STAGIONE 2016/17 | OPERA

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Presentazione

La stagione lirica 2016-2017 della Fondazione Teatro Comunale di Modena presenta un cartellone di sette spettacoli per un'offerta al pubblico stimolante e diversificata che abbraccia titoli popolari e meno frequentati dal repertorio classico e romantico oltre alla commissione di una nuova opera contemporanea. Attesa anche la partecipazione di grandi interpreti della scena internazionale, a cominciare dal baritono Leo Nucci, che festeggerà a Modena i cinquant'anni di carriera in una serata con scene celebri da tre diverse opere di Verdi, e da Carlo Colombara, anch'egli illustre rappresentante della tradizione verdiana che celebrerà trent'anni dal debutto interpretando il ruolo eponimo della nuova produzione di Attila curata dal Teatro Comunale di Modena.
In continuità con l'attività degli anni passati, le opere proposte dal Teatro di Modena sono frutto di un immancabile rapporto di coproduzione e collaborazione, con gli altri teatri della Regione Emilia Romagna, quali Piacenza, Reggio Emilia, Ravenna e Ferrara, e con i teatri di Savona, Lucca, Trieste, Pavia, Cremona, Brescia, Como e Bergamo.

La Stagione si aprirà il 28 ottobre con Il Turco in Italia, celebre titolo del repertorio buffo rossiniano che torna sulle scene modenesi dopo trent’anni di assenza. Dopo il debutto a Treviso, l'allestimento ha riscosso successo lo scorso inverno a Piacenza e a Ravenna Festival in una produzione firmata da Federico Bertolani per la direzione di Giuseppe Di Stefano. Ambientata a Napoli, l'opera di Rossini accosta i soggetti della libertà e delle relazioni sentimentali trascinando lo spettatore in un vortice di vitalità e virtuosismo che la regia di Bertolani restituisce attraverso il richiamo ai personaggi del teatro e della canzone napoletana della seconda metà del secolo scorso. “Napoli, così presente nel libretto e nella musica - racconta il regista - , diviene uno spazio suggerito più che descritto, un contenitore vitale e mutevole. Il continuo inseguirsi, perdersi e ritrovarsi dei personaggi si traduce sulla scena in una grande mappa della città che si scompone e ricompone con movimenti dei pannelli scorrevoli sui quali è disegnata”.
Nei giorni 11 e 13 novembre si vedrà a Modena La Traviata di Giuseppe Verdi, uno dei titoli più popolari e frequentati, che ritorna al Teatro Comunale questa volta in un nuovo allestimento che partirà dai Teatri di Reggio Emilia e firmato da Alice Rohrwacher, giovane regista cinematografica vincitrice nel 2014 del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes per il film Le meraviglie. La regista quest'anno è ospite residente della Film Society del Lincoln Center di New York e del New York Film Festival quale rappresentante fra le più sensibili e interessanti del panorama internazionale. La direzione musicale è affidata a Francesco Lanzillotta, attuale direttore principale della Filarmonica Arturo Toscanini e considerato uno dei più promettenti giovani direttori nel panorama musicale italiano. Negli ultimi anni ha diretto in alcuni fra i più importanti teatri italiani, fra i quali Teatro La Fenice di Venezia,Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Verdi di Trieste, Teatro Filarmonico di Verona e Teatro Lirico di Cagliari.
Il 2 e 4 dicembre andrà in scena una nuova opera commissionata dal Teatro Comunale al compositore Marco Betta dal titolo Notte per me Luminosa , dedicata ai 500 anni dell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Marco Betta, che in Italia ha ricevuto inviti e commissioni da enti e festival come il Teatro alla Scala, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’Accademia Chigiana di Siena, l’Arena di Verona, l’Orchestra Sinfonica della RAI e l’Orchestra Regionale della Toscana, ha collaborato con Andrea Camilleri a un ciclo operistico del quale Il Fantasma nella Cabina si è visto a Modena nel 2002. La sua musica, che si è sempre nutrita della memoria storica di antiche culture mediterranee, fondendo tradizione classica e modernità, si unisce in questa occasione alla narrazione poetica che Dario Oliveri ha immaginato attorno agli ultimi istanti della vita dell'Ariosto e alla rievocazione fantastica dei personaggi del più noto poema cavalleresco. “Una notte di prima estate del 1533. La casa di Ludovico Ariosto a Ferrara, in contrada Mirasole. Una stanza con un grande letto, una scrivania ingombra di carte, le pareti ricoperte di scaffali e di libri”: questo l'incipit dell'opera che, spiega Oliveri, “è non soltanto uno spettacolo teatrale – o un lungo madrigale a più voci – sulla morte di Ludovico Ariosto, ma anche un’opera sul mistero della creazione artistica e sul potere della letteratura; un’opera che si alimenta di altre opere, soprattutto musicali e poetiche”.
Il 2, 5 e 7 febbraio il Teatro Comunale presenta Attila di Giuseppe Verdi in una nuova produzione che nasce nel Teatro di Modena e riprende un allestimento curato dal Teatro Verdi di Trieste in occasione del bicentenario verdiano. L'opera è diretta da Aldo Sisillo per la regia di Enrico Stinchelli che, oltre che notissimo autore e conduttore del programma La Barcaccia su rai radio tre, firma da quasi vent'anni spettacoli lirici in Italia e all'estero. Il dramma, intitolato al feroce condottiero unno, è considerato un archetipo del melodramma risorgimentale. Espressione dell’ardore romantico degli anni giovanili di Verdi, l’opera ci riporta ai tempi dell’Impero Romano e si dipana con toni cupi fra trame politiche, giochi di potere, sopraffazione e tradimento. La forza pittorica dell'opera è resa qui in un allestimento di ambientazione storico naturalistica che si avvale di effetti e proiezioni video. “Verdi – commenta Stinchelli - riesce, come suo solito, a dipingere molto bene le atmosfere dei luoghi: nella sua musica si avverte la bruma, la nebbia, l'acqua che circonda l'intera vicenda e ne diventa quasi motivo conduttore. Con l'aiuto di un mago della scenotecnica come Pier Paolo Bisleri e con le preziose proiezioni dinamiche della MadAboutVideo di Malta, abbiamo cercato di rievocare il clima di Aquileia e dei suoi dintorni, le paludi di Rio Alto, i boschi, le radure, puntando sulla realizzazione di un film opera che sfuggisse agli schemi rigidi del primo Verdi. Una tradizione tecnologica o una tecnologia al servizio della tradizione, se si vuole, per far rivivere questi eccezionali feuilletons, vanto del nostro patrimonio culturale.”
La Wally di Alfredo Catalani andrà in scena il 24 e 26 febbraio in un nuovo allestimento che nasce a Piacenza in coproduzione con Modena, Reggio Emilia e Lucca, città natale del compositore. Il titolo, assente dal Teatro Comunale dalla stagione 75-76, è il più noto del catalogo di Catalani e una pagina celebre della produzione operistica che diede vita, fra Otto e Novecento, ai capolavori di Puccini, Mascagni e Leoncavallo. L'opera è intimamente legata al colore caratteristico delle alpi tirolesi, dov'è ambienta la vicenda. Lo spettacolo, curato nella parte musicale da Francesco Ivan Ciampa, porta la regia di Nicola Berloffa, già apprezzato a Modena ne I Racconti di Hoffmann visti durante la stagione 2014-15.
I Puritani, ultimo capolavoro di Vincenzo Bellini, è l'opera prevista in cartellone il 16, 19 e 21 marzo in un nuovo allestimento curato dal Teatro Comunale di Modena e coprodotto dai teatri di Piacenza e Reggio Emilia. La parte musicale dello spettacolo è affidata a Jordi Bernàcer, attuale direttore residente dell'Opera di San Francisco reduce da recenti successi al Teatro Real di Madrid, al San Carlo di Napoli e alla Los Angeles Opera. Firma la regia Francesco Esposito per le scene dell'artista modenese Rinaldo Rinaldi al quale è affidato il laboratorio storico del Teatro Comunale e i cui lavori vengono apprezzati a livello internazionale. “La mia lettura – anticipa Esposito - si cala consapevolmente nella dimensione culturale dell’Inghilterra del Seicento, al tempo di Oliver Cromwell, quando è ambientata la vicenda, senza nessun bisogno di attualizzare la storia. L'amore tra Arturo ed Elvira si intreccia con lo scontro politico fra il partito dei Puritani e quello degli Stuart, dopo la decapitazione di Re Carlo, ma è comunque una storia d’amore tra due giovani appartenenti a due mondi differenti, un rapporto amoroso in parte contrastato, così come potrebbe accadere oggi dall'incontro due ragazzi di etnie o religioni differenti”. Il soprano russo Irina Lungu, alla quale è affidato il ruolo di Elvira, è una voce di prestigio internazionale. Ospite regolare del Teatro alla Scala di Milano, dove ha debuttato nel 2003 sotto la bacchetta di Riccardo Muti, ha interpretato il ruolo di Violetta nella Traviata di Giuseppe Verdi nei maggiori teatri al mondo, fra i quali la Deutsche Oper e Staatsoper di Berlino, Teatro Real di Madrid, Opéra Bastille di Parigi, Teatro La Fenice di Venezia, e Gilda in Rigoletto al San Carlo di Napoli e al Metropolitan di New York.
Nato a Castiglione dei Pepoli, in provincia di Bologna, nel 1942, Leo Nucci ha debuttato nel 1967 al Teatro Sperimentale “A. Belli” di Spoleto come Figaro nel Barbiere di Siviglia di Rossini avviando un'attività che lo ha portato al debutto al Teatro alla Scala, dieci anni dopo, nello stesso ruolo, e ad affermarsi nel corso di una lunga carriera non solo quale uno dei maggiori cantanti lirici ma come punto di riferimento storico della tradizione interpretativa del repertorio operistico. Imprescindibile, in particolare, il suo contributo all'arte scenica e alla vocalità verdiana, non solo in Rigoletto, il cui ruolo ha cantato in scena in oltre cinquecento recite in tutto il mondo, ma in titoli interpretati in produzioni storiche e in registrazioni audio e video per il Covent Garden di Londra, per la Staatsoper di Vienna, per il Metropolitan Opera di New York, per la Opernhaus di Zurigo e molti altri. Al Teatro Comunale di Modena, il 5 e 7 aprile, il grande baritono festeggerà 50 anni di carriera in un nuovo spettacolo dal titolo Avrò dunque sognato! formato da scene di Luisa Miller, Un ballo in maschera e Rigoletto. Lo spettacolo è diretto da Aldo Sisillo per la regia di Salvo Piro e presentato in coproduzione con Fondazione Teatri di Piacenza. Accanto a Leo Nucci si esibiranno, oltre all'Orchestra dell’Opera Italiana e al Coro del Teatro Municipale di Piacenza, i solisti Maria Mudryak e Marco Ciaponi.

 

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