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Tre autentiche stelle della musica in un programma che ha Brahms come perno centrale. Apre la romantica Prima Sonata di Schumann, grande sostenitore e mentore di Brahms, prosegue col suo Trio per corno, violino e pianoforte, un unicum nella musica da camera, nato e cresciuto nel 1865 dal dolore per la notizia della morte della madre del compositore: al violino e al pianoforte è accostato il suono “materno”, caldo e dolente del corno. 150 anni dopo la nascita di Brahms, con quell’unicum ci riprova l’ungherese György Ligeti per il suo personale “hommage à Brahms” frutto dell’allontanamento dalla “Nuova Musica”. Forme e modi brahmsiani sono recuperati con uno stile tutto suo, sempre col corno come nume tutelare. Corno che qualche anno prima (1974) si era fatto timbro, trillo, sordina, effetti speciali di staccato, oscillazioni, armonici e quant’altro per imitare il canto degli uccelli nel brano Appel interstellaire di Olivier Messiaen, sesto brano dell’opera in 12 movimenti Des canyons aux etoiles, scritta per il bicentenario della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America.

Francesca Dego violino
Martin Owen corno
Maria Perrotta pianoforte
Giordano Montecchi guida all’ascolto

ROBERT SCHUMANN (1810-1856)
Sonata per violino e pianoforte n. 1 in la minore op. 105

GYÖRGY LIGETI (1923-2006)
Trio per violino, corno e pianoforte “Homage to Brahms” (1982)

OLIVIER MESSIAEN (1908-1992)
“Appel Interstellaire” per corno solo (1971)

JOHANNES BRAHMS (1833-1897)
Trio per violino, corno e pianoforte in mi bemolle maggiore op. 40