TEATRO COMUNALE PAVAROTTI-FRENI

Il Tamerlano, ovvero La morte di Bajazet

Venerdì 3 febbraio ore 20 Domenica 5 febbraio ore 15.30

Questa edizione del Tamerlano di Vivaldi è frutto di un progetto curato da Ottavio Dantone per l’Accademia Bizantina e inciso in disco per l’etichetta Naïve. Secondo la prassi in uso nella prima metà del Settecento, l’opera è nella forma di un ‘pasticcio’ che Vivaldi aveva realizzato scrivendo brani originali e altri provenienti da opere proprie o da altri autori sul canovaccio di un soggetto storico molto noto al pubblico. Il libretto di Agostino Piovene infatti fu messo in musica altre 40 volte a partire dal 1711, da Leonardo Leo, Georg Friedrich Händel, Nicola Antonio Porpora, Niccolò Jommelli, Giuseppe Sarti, Giuseppe Scarlatti, Josef Mysliveček, e tanti altri. “È cosi nota la storia del Tamerlano e di Bajazette – scriveva il librettista -, che invece di affaticarmi ad istruirne il lettore dovrei studiarmi a disimprimerlo da certe opinioni che vengono accreditate per vere”. La versione di Antonio Vivaldi (illuminata per l’occasione da una nuova edizione critica di Bernardo Ticci) fu presentata nel 1735 al Filarmonico di Verona.
L’azione è ambientata a Prusa, capitale della Bitinia, nel 1403: Bajazet, sultano turco, è stato sconfitto dall’imperatore tartaro Tamerlano che lo tiene prigioniero nel suo palazzo. L’unica ragione di vita per Bajazet è il profondo affetto per la figlia Asteria, anch’essa prigioniera. “Pur se costruita attorno a personaggi con pertinenza storiografica – racconta il regista Stefano Monti -, l’opera in questione si caratterizza per una sua astoricità. Tutto s’incentra sulle passioni, fino alla follia, il sublime si mescola con il terribile, la bellezza con la brutalità che poi altro non sono che la continua oscillazione fra l’alto e il basso della vita”.

ANTONIO VIVALDI
IL TAMERLANO ovvero LA MORTE DI BAJAZET
Tragedia per musica in tre atti su libretto
di Agostino Piovena
Bajazet Bruno Taddia
Tamerlano Filippo Mineccia
Asteria Delphine Galou
Andronico Federico Fiorio
Idaspe Arianna Vendittelli

Direttore al clavicembalo Ottavio Dantone
Regia, scene e costumi Stefano Monti
Luci Eva Bruno
Tappeto dipinto Rinaldo Rinaldi
Videomaker Cristina Ducci
Illustrazioni Lamberto Azzariti
Danzatori DaCru Dance Company
Coreografie Marisa Ragazzo e Omid Ighani
Accademia Bizantina

Coproduzione Teatro Alighieri-Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Azienda Teatro del Giglio
NUOVO ALLESTIMENTO

INVITO ALL’OPERA
In collaborazione con Amici dei Teatri Modenesi
Ridotto del Teatro Via Goldoni 1 Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Giovedì 2 febbraio ore 18
Incontro con Guido Barbieri